martedì 30 maggio 2017

Ti racconto | Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

"Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse." Uno degli incipit più famosi e anche uno dei più evocativi. Farhenheit 451 è un romanzo famosissimo, possiamo dire di culto e praticamente mancavo solo io all'appello delle persone che lo hanno letto, apprezzato e annoverato come un grande classico da leggere una volta nella vita. Anche perché descrive una realtà distopica che è un po' l'inferno di tutti noi lettori accaniti: una società in cui i libri sono proibiti, esattamente un vero e proprio incubo. Non è un romanzo perfetto ma sicuramente mi è piaciuto moltissimo. Partiamo dall'inizio anche se la storia credo sia nota più o meno a tutti.
Il romanzo è diviso in tre parti e il nostro protagonista, Guy Montag, è un “pompiere” che, anziché prevenire gli incendi, brucia libri nel rispetto della legge che proibisce la lettura o il possesso di qualsiasi materiale cartaceo. In questa società del futuro, infatti, coloro che nascondono libri nelle loro case sono sovversivi, mentre gran parte della popolazione è succube della televisione e dell’apparecchio radio che ciascuno porta all’orecchio, che costituisce il mezzo con cui la dittatura diffonde la propria ideologia allontanando le preoccupazioni per una guerra che pare imminente contro un nemico imprecisato. Ad aiutare il gruppo di incendiari cui Guy fa parte, c'è il Segugio Meccanico che avverte la presenza di sovversivi ed è progettato per sbranarli. Guy all'inizio adora il suo lavoro, per la sensazione di potere e controllo che gli trasmette, ma la sua vita è tutt'altro che felice. Sua moglie Mildred, profondamente infelice, non ha praticamente alcun tipo di comunicazione con lui e vive davanti ai megaschermi che coprono gran parte delle pareti di casa, succube della tv e delle poche informazioni filtrate che il Governo trasmette.

Fahrenheit 451 è uno di quei romanzi distopici tanto potenti quanto spaventosi, proprio perché designano mondi irreali e fantastici ma allo stesso tempo tremendamente vicini alla nostra contemporaneità e non poi così astrusi come invece dovrebbero essere. 
E' una critica dissacrante alla società e una profonda riflessione sul valore dei libri, della cultura e, più in generale, del libero pensiero contro le imposizioni dei regimi. 
Al centro del romanzo vi è anche il ruolo invasivo giocato dai mass-media, il cui potere acquista sempre maggiore forza, spazzando via qualsiasi altro mezzo di informazione. In particolare la televisione, il cui mega schermo occupa praticamente tutte le pareti di casa, è il mezzo principale di comunicazione, attraverso cui il regime trasmette solo le informazioni che vuole far trapelare. Le immagini trasmesse, prive di un qualsiasi spessore contenutistico, si riflettono perfettamente nelle menti vacue degli spettatori, succubi di riflessi illusori di una vita reale. Alla superficialità dei contenuti televisivi si contrappone la creatività e l'immaginazione contenuta nei libri. La lettura è un mezzo per elevarsi, creare un proprio pensiero libero e critico e per questo deve essere eliminato, bruciato. Lo scopo è debellare qualsiasi pensiero indipendente, personale, considerato diverso, in quanto ritenuto nocivo per la società. 
La stessa contrapposizione la troviamo nei personaggi. Clarisse, la giovane vicina di casa di Guy, personifica l'immaginazione e l'originalità, andando contro l'ordine costituito, scombussolando le regole e mostrando a Guy un'altra chiave di lettura della propria vita. 
La figura di Clarisse fa da specchio a quella di Mildred, moglie di Guy. Mildred rappresenta l'infelice assuefazione alle imposizioni del regime. E' soffocata da una quotidianità in cui la presenza morbosa dei media la rende impassibile e apatica nei confronti della realtà che la circonda, infatti non prende mai coscienza della sua esistenza basata su una realtà virtuale fittizia e, anzi, continua a condannare i libri in favore di quei mega schermi che le offuscano la mente e la intrappolano nei suoi stessi limiti.
Il comandate della squadra di incendiari, Beatty, è poi è il personaggio negativo per eccellenza. E' un personaggio pericoloso ma anche un oratore straordinario, per questo Guy ha un timore reverenziale nei suoi confronti. Il ruolo opposto a quello di Beatty è occupato da Faber, professore di inglese che assume il ruolo di mentore per Guy, guidandolo verso la conoscenza.  Questa coesistenza di personaggi positivi e negativi costituisce una società in cui è estremamente difficile scegliere di andare contro l'ordine prestabilito e ribellarsi alle assurde imposizioni di regime.

E' un romanzo molto bello e sicuramente sa toccare le corde giuste per smuovere qualcosa nel lettore. Non è perfetto, secondo il mio gusto personale ovviamente, sia per lo stile in certi casi fin troppo poetico, sia per alcuni passaggi che mi sono apparsi troppo caotici. Resta senza dubbio un classico intramontabile e soprattutto per la potenza del messaggio: leggere crea indipendenza.

6 commenti:

  1. Risposte
    1. Vero, offre ottimi spunti di riflessione :)

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  2. Ciao Viola :) Io amo profondamente questo libro, lo sto rileggendo proprio ora..è tipo il mio mantra!! Forse pubblico la recensione nelle prossime settimane.
    Un bacio

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    1. Bene, mi piacerebbe leggere cosa ne pensi :)

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  3. Ciao Viola! Non preoccuparti, anche io manco all'appello delle persone che hanno letto questo libro, pur conoscendolo. Ma ho intenzione di rimediare perché la trama già era ai miei occhi interessantissima, ma dopo aver letto la tua recensione precisa e obiettiva ho ancora più curiosità di iniziarlo presto :)

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    1. E' veramente un grande classico che vale la pena recuperare :)

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